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Da Ubi Banca strutture e veicoli societari per gestire le collezioni

Arte in banca. Ubi Banca attraverso UBI Top Private gestisce circa 20.000 relazioni attraverso circa 300 private relationship manager. Il valore delle masse intermediate è di circa 36 miliardi, la soglia di accesso al servizio private è di 1 milione di euro. Massimo Lodi (Milano, 1963) è vice-presidente e direttore generale di UBI Trustee SA, nonché responsabile del servizio Family Business di Ubu banca. Dal 2011 riveste la qualifica di Trust and Estate Practitioner (TEP) presso l’albo internazionale degli esperti in materia di trust e successioni (STEP), ed è membro del comitato scientifico di STEP Italia. È presidente delle commissioni sul passaggio generazionale e sul self-caring e la filantropia istituite presso l’ Associazione Studi Manageriali (ASAM) ed il Centro Ricerche Imprese Familiari (CERIF) dell’Università Cattolica di Milano. In questa intervista Massimo Lodi spiega Ubi banca che tipo di servizio di art advisory offre: « Per le consulenze specialistiche, UBI Top Private si avvale di A ntonella Crippa – da settembre 2017 curatrice della Collezione UBI BANCA e responsabile del progetto ARTE UBI Banca – il focal point interno al Gruppo per i temi connessi all’arte. Considerata l’eterogeneità, il desiderio di riservatezza, l’alto livello di specializzazione e la delicatezza delle questioni relative al patrimonio artistico familiare, la dottoressa Crippa indirizza i clienti verso le strutture o le professionalità esterne più specifiche e adeguate in base alle differenti esigenze. Punto di forza di UBI Top Private è il nostro servizio di consulenza specialistico per la costituzione di strutture e veicoli societari per la gestione delle collezioni che caratterizza il Gruppo rispetto ai principali competitor privi di strutture di family business.

Com’è cambiata negli ultimi tre anni la richiesta di servizi per l’arte dei clienti private?
Nel luglio 2018 abbiamo concluso una survey interna sulla clientela Top Private interessata o potenzialmente interessata al servizio di Art Advisory. La maggior parte dei proprietari di collezioni ha dichiarato di gestire in modo autonomo le proprie collezioni e di farlo per passione. Solo il 10% acquista per investimento.

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Quali sono i servizi che la clientela richiede maggiormente?
La valutazione economica delle collezioni, la verifica di autenticità e la vendita di opere. Sono tutte attività spesso connesse a un passaggio generazionale, un momento molto delicato in cui il nuovo proprietario della collezione deve compiere scelte importanti e ha bisogno di un confronto. Una minoranza è interessata a ricevere consulenze o consigli nel campo delle assicurazioni o dei restauri.

Nei portafogli dei vostri clienti private in che percentuale è presente l’arte?
Non è possibile generalizzare, dato che le percentuali sono davvero diverse di caso in caso. Tra i nostri clienti ci sono “grandi” collezionisti, in cui l’arte rappresenta una parte rilevante del patrimonio e, soprattutto, la loro passione principale, e collezionisti che hanno ereditato alcune opere di famiglia o stanno costruendo ora la loro collezione.

Quali sono i periodi artistici preponderanti?
Nel nostro campione, le collezioni d’arte sono per il 66% composte da opere d’arte moderna e contemporanea e per il 33% da opere d’arte antica. Inoltre, il 45% comprende nel patrimonio artistico anche arredi, oggetti di design, volumi antichi, tappeti e gioielli. Il 14% dichiara di possedere più di 50 opere d’arte. Chi intende investire cerca opportunità prevalentemente nell’ambito dell’arte moderna e contemporanea.