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Come il grande cinema sceglie tessuti, pellami, metalli, per costruire i propri personaggi

La narrativa e la costruzione del personaggio storico e contemporaneo al cinema sono al centro del IV incontro del ciclo “Sulla nostra Pelle. Dialoghi sulla Bellezza” del Master in Fashion Studies dell’Università La Sapienza sostenuti da UNIC con la collaborazione

“Almodovar mi chiese delle pelli. E io feci delle ‘pelli'”. Così Jean Paul Gaultier nel maggio del 2011, alla presentazione del film noir “La piel que habito”, al Festival di Cannes. Ogni aspetto di quel film ruota attorno all’epidermide umana: imitata, riprodotta, falsificata, ma soprattutto al suo valore simbolico: l’abito di pelle come volontà di cambiare pelle, cioè di darsi una nuova identità, o di rafforzare la propria, renderla più avventurosa e sensuale: ed ecco, quindi, decine di eroi-antieroi, da Marlon Brando a Brad Pitt, indossare il giubbotto di pelle come segno di ribellione. Ma come lavora, il grande cinema, quando sceglie tessuti, pellami, metalli, per costruire i propri personaggi? La narrativa e la costruzione del personaggio storico e contemporaneo al cinema sono al centro del IV incontro del ciclo “Sulla nostra Pelle. Dialoghi sulla Bellezza” del Master in Fashion Studies dell’Università La Sapienza sostenuti da UNIC con la collaborazione del quotidiano Il Foglio, in programma oggi dalle 16.00 alle 17.30 (qui il link per partecipare): “La pelle che abito. Cinema, stile e identità“. 

Interverranno Francesca Conti, responsabile programmazione presso Manifatture Digitali Cinema, un grande progetto della Regione per unire competenze diverse – dall’artigianato alle nuove tecnologie – attorno alle arti; Alessandro Lai, storico dell’arte, costumista de “I Medici”, “Leonardo” e dei più famosi film di Ferzan Ozpetek, dal set di una nuova serie televisiva diretta da Cristina Comencini; Costanza Motta, responsabile ricerca e sviluppo di Motta Pelli, specialista nella manifattura di capi di abbigliamento, quarta generazione di una famiglia attentissima, oltre che alla lavorazione, a studiare nuove soluzioni tecniche per migliorare le performance di pelli e camosci (contro l’acqua, per esempio, problema antichissimo). Sostenuti da UNIC, l’Associazione delle Concerie Italiane, i seminari si inscrivono nel programma formativo del corso di Laurea Magistrale in Fashion Studies dell’Università di Roma “La Sapienza”, e sono curati da Fabiana Giacomotti, firma del costume e docente del corso.

 

Dato il particolare interesse e taglio editoriale, i talk sono diffusi anche attraverso la piattaforma del quotidiano Il Foglio, come parte delle attività del supplemento mensile “Il Foglio della Moda” (il nuovo numero è uscito oggi e qui trovate qualche anticipazione).

 

Introdurranno l’incontro Fulvia Bacchi, direttore generale di UNIC, e Andrea Minuz, professore associato di Storia del Cinema presso l’Università di Roma “La Sapienza” e grande firma del Foglio. Modererà l’incontro Fabiana Giacomotti. Spezzoni e backstage video dei serial “I Medici” e “Leonardo” a cura e per gentile concessione di LuxVide.

  

L’intervento di Francesca Conti

L’intervento di Alessandro Lai

L’intervento di Costanza Motta