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“Da latino e greco razzismo e white culture”/ Howard e Princeton “Siano facoltativi”

Latino e greco, le cosiddette lingue morte, si sono viste fare “il funerale” da due prestigiose università degli Stati Uniti d’America, vale a dire quella di Howard, a Washington, e quella di Princeton. Entrambe, infatti, hanno stabilito che lo studio di tali materie deve essere abolito per favorire il proliferare e il diffondersi di una cultura non razzista e della diversità. Più dettagliatamente, la facoltà di studi classici di Princeton ha scelto di cancellare l’obbligo per i laureati in materie classiche di conoscere il greco e il latino per accedere ai corsi di specializzazione.SCUOLA/ Così la Dad potrebbe ridurre il divario tra Sud e Nord
La notizia campeggia in queste ore sulle colonne del quotidiano “La Verità”, dove si spiega che, secondo i democratici statunitensi, dalla cultura classica deriverebbe la “white culture”, la cosiddetta “cultura bianca”, la quale avrebbe a sua volta fatto da naturale culla per la nascita di fenomeni storici celebri in tutto il mondo, quali il colonialismo, il nazismo, il fascismo e, appunto, il razzismo. Dunque, gli idiomi di Platone e Cicerone, ma soprattutto le perle concettuali e di saggezza veicolate dagli autori nel corso dei secoli, sarebbero inutili, financo diseducativi. Meglio lasciarli da parte, e pazienza se anche Martin Luther King leggeva Socrate…SCUOLA/ “Bambini con l’etichetta”: quelle false diagnosi di autismo e dislessia
LATINO E GRECO “FONTI DI RAZZISMO E WHITE CULTURE”
La frase precedente, chiaramente, aveva un carattere provocatorio. Sì, perché Martin Luther King leggeva Socrate e non era bianco. Eppure, questo sembra non bastare agli “esperti” delle università di Howard e di Princeton, che stanno facendo la guerra allo studio del latino e del greco. Addirittura, uno storico di quest’ultimo ateneo, Padilla Peralta, ha asserito che si augura che greci e romani vengano rimossi dai loro piedistalli e venga distrutta la disciplina. Per questa ragione il quotidiano “La Verità”, nell’articolo a firma di Paolo Del Debbio, conduttore di “Dritto e Rovescio” su Rete 4, si chiede: perché non vietare lo studio in tutte le facoltà teologiche americane del Vecchio Testamento, dato che in esso è rintracciabile un Dio della guerra o un Dio degli eserciti? “Non è forse questa una evidente radice culturale guerrafondaia e antipacifista? Chissà se alla università di Howard e a quella di Princeton sanno che nello scorso secolo si sono moltiplicati gli studi sul Vecchio Testamento di tipo esegetico, filologico, ermeneutico? Detto in parole povere: studi che mirano a far capire cosa significano quelle cose nel tempo in cui sono state scritte e quindi a relativizzarle all’epoca della loro origine?”.
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