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Furbetti del cashback, cosa rischiano?/ “Milioni di transazioni sotto i 5 €, ora…”

I furbetti del cashback rappresentano un fenomeno del quale si è sentito parlare soprattutto nelle prime settimane dall’avvio dell’iniziativa voluta fortemente dal Movimento Cinque Stelle, che ha sempre sottolineato come questo sia un metodo infallibile per accelerare il passaggio dal denaro cartaceo a quello digitale e decretare così la morte dell’evasione fiscale. Tuttavia, il Ministero dell’Economia ha avviato alcuni controlli dedicati a coloro che eseguono abitualmente minime operazioni per scalare la classifica del cashback: addirittura, da gennaio sarebbero stati registrati 107 milioni di transazioni per importi inferiori a 5 euro su un totale di 680 milioni di transazioni elaborate.Fisco, Ruffini “abbiamo dati evasione ma bloccati da privacy”/ “Riforma ok ma prima…”
Una statistica riportata sulle colonne de “Il Giornale”, che ricorda come a giugno andrà in scadenza la prima metà del programma, con la Consap che dovrà erogare i bonifici agli aventi diritto, ma il 27% dei partecipanti non ha raggiunto la soglia minima prevista. Intanto, i furbetti provano la rimonta finale per risalire in fretta la graduatoria del super cashback, riservato a chi effettua il maggior numero di operazioni nell’arco dei sei mesi e che garantisce un riconoscimento da 1.500 euro a 100mila partecipanti.ASSEGNO UNICO/ I punti ancora oscuri che pesano sull’aiuto alle famiglie con figli
FURBETTI DEL CASHBACK, BENZINAI FURIOSI E DANNEGGIATI
Una delle grosse piaghe collegate ai furbetti del cashback riguarda anche quanto accade presso i distributori di benzina, in quanto in molti si recano presso gli impianti di rifornimento e frazionano il pieno in decine di pagamenti: si parla di 20-30 milioni di transazioni abusive. A tal proposito, “Il Messaggero” ha raccolto la testimonianza del presidente della Figisc-Confcommercio, Bruno Bearzi: “I furbetti ancora oggi continuano ad approfittare delle aperture in modalità self-service degli impianti per frazionare i pagamenti quando fanno il pieno, con costi rilevanti per i gestori in termini di commissioni e non solo, pari in media a 100 euro di spese extra a impianto”.RIFORMA FISCALE/ Il “premio” da garantire ai consumatori
Eppure, il cashback continuerà e non subirà battute d’arresto, come chiarito dal Senato, che ha bocciato la mozione di Fratelli d’Italia. Antonio Misiani, del Partito Democratico, sostiene che il cashback riscuota un successo di gran lunga superiore alle attese iniziali e, dunque, un dietrofront in questo momento non sarebbe auspicabile, né opportuno.

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