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India, cadaveri post covid nel fiume Gange/ I poveri gettano i propri cari nel fiume

In India continua il dramma provocato dalla pandemia covid, con il fiume Gange, il corso d’acqua sacro per gli indiani, che sta restituendo una serie di cadaveri, quasi tutti morti a seguito dell’infezione da coronavirus. Se è vero che da una parte il contagio sembrerebbe rallentare, come riferisce l’edizione online de L’Avvenire, restano poche le certezze in un Paese che è ormai allo stremo. Molti dubbi anche per quanto riguarda il numero ufficiale dei morti, che si avvicina ai 400mila, ma secondo numerosi esponenti del mondo scientifico il bilancio sarebbe molto più grave, si parla addirittura di una cifra fra l’uno e i due milioni, un dato che se confermato sarebbe drammatico. E come detto sopra il Gange sta restituendo in questi giorni una serie di cadaveri, periodo che segna l’inizio della stagione monsonica.Bollettino vaccini covid oggi 30 giugno/ 51milioni di dosi, +600mila in 24 ore
Come specifica il portale del quotidiano cattolico si tratta in particolare di resti che la corrente ingrossata, trasporta e poi lascia vicino alle varie rive dell’immenso fiume. Purtroppo fra questi vi sono anche delle persone senza vita, e si tratta in particolare dei parenti dei più poveri che non sono in grado di permettersi la cremazione dei cadaveri (come da usanza in India), e di conseguenza li gettano nel fiume o eventualmente li seppelliscono in maniera molto sommaria nei pressi del grande fiume.Bollettino coronavirus Lombardia, dati 30 giugno/ 0 nuovi contagi in 3 province
INDIA, IL GANGE RESTITUISCE IL CADAVERE DEI MORTI DA COVID: SOLO 600 AD ALLAHBAD
Secondo quanto riferito da fonti giornalistiche, il problema riguarderebbe in particolare la città di Allahabad, nello stato settentrionale di Uttar Pradesh, ma nel contempo non mancano anche segnalazioni in altre regioni indiane, chiaro indizio di come la popolazione locale povera non possa provvedere ai riti funebri dei propri cari scomparsi, indipendentemente dalla pandemia di covid.
Secondo quanto sostenuto da alcune fonti locali pari che siano almeno 600 le persone decedute per l’infezione che siano state sepolte in maniera sommaria nella sola città di Allahabad, di conseguenza, se si prende in considerazione l’intera nazione, il numero potrebbe essere di diverse migliaia, con tutto ciò che ne consegue. Bollettino coronavirus ministero salute 30 giugno/ Ancora giù la positività, 0.3%

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