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Macron sotto esame/ Le Pen verso il “colpaccio”

Elezioni regionali e dipartimentali oggi in Francia. L’attenzione per i risultati è altissima, di tutt’altro livello è invece l’affluenza. L’astensionismo era previsto, infatti c’è stato un calo di partecipazione importante. Alle 17 aveva votato solo il 26,72% degli aventi diritto, un crollo di 16 punti rispetto al 2015. Ma questo è un voto delicato per il presidente francese Emmanuel Macron. È un test elettorale importante visto che il prossimo anno si terranno le Presidenziali. Ma Macron, che è in calo di consensi, non è l’unico a ritenere cruciali queste elezioni. C’è infatti Marine Le Pen: il suo Rassemblement National è considerato favorito. Anzi, per alcuni sondaggi è già vincente al primo turno in Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Il partito di Macron, La République en Marche (LREM), che è alleato col Movimento Democratico e l’Unione dei Democratici Indipendenti, punta al secondo turno in Bretagna e nella Loria (il secondo turno è previsto per il 27 giugno). La posta in gioco, dunque, è molto alta per Macron e Le Pen.SFIDA A MACRON/ “Se Le Pen oggi conquista due regioni importanti, sarà un terremoto”
Peraltro, è un momento molto particolare per la Francia, reduce da nove mesi di coprifuoco. C’è voglia di tornare a vivere e questo astensionismo (che potrebbe arrivare addirittura al 54%) è il segnale della sfiducia dell’elettorato. Macron deve, infatti, rendere conto non solo della gestione della pandemia Covid, ma anche del post Covid. In ballo c’è la ripresa economica.FRANCIA E ITALIA NEL SAHEL/ “Mosse diverse, l’obiettivo comune è controllare la Libia
ELEZIONI REGIONALI FRANCIA: PER COSA SI VOTA
Per cosa si vota alle Elezioni regionali e dipartimentali in Francia? Saranno eletti i presidenti delle 12 regioni, i consiglieri regionali e dipartimentali che resteranno in carica per i prossimi sei anni. I presidenti vengono scelti con un sistema elettorale misto tra maggioritario e proporzionale. Per i consiglieri invece c’è il voto maggioritario a due turni, con un binomio obbligatorio uomo-donna. Il tema dell’affluenza è tutt’altro che secondario, perché proprio il tasso di partecipazione può rappresentare l’ago della bilancia. Favorita nei sondaggi, l’estrema destra di Rassemblement National punta a strappare ai Républicains della destra moderata e alla sinistra ben 6 regioni su 13. C’è grande attesa, dunque, per il risultato della formazione del presidente, anche perché non ci sono precedenti per La République en Marche con cui fare confronti. Difficilmente incasserà un risultato soddisfacente anche perché non è un partito radicato sul territorio come i partiti socialista e repubblicano. Alle Elezioni regionali del 2015 il partito non esisteva ancora. Una regione chiave è quella della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, che comprende Marsiglia, dove immigrazione e disoccupazione sono al di sopra della media francese e l’elettorato dell’estrema destra è forte. Un’altra regione chiave è l’Alta Francia, quella intorno a Calais, dove c’è l’ex ministro conservatore Xavier Bertrand a caccia della riconferma. Una sua vittoria potrebbe portarlo ad essere il prossimo candidato del Partito Repubblicano alle Elezioni presidenziali.
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