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“Virus diffuso prima del lockdown”

Covid a New York già nel gennaio 2020, dunque ben prima dello scoppio della pandemia e della cosiddetta prima ondata? Parrebbe proprio di sì e a testimoniarlo sono le prove molecolari rinvenute nell’ambito di uno studio medico-scientifico condotto dai professori Matthew Hernandez e Ana Gonzalez-Reiche e pubblicato sulla rivista “Nature”, senza dubbio fra le più autorevoli in ambito sanitario.30enne si sveglia dal coma e chiama mamma/ Cristina Rosi apre gli occhi dopo 11 mesi
In particolare, i ricercatori sono andati a caccia della presenza di SARS-CoV-2, non rilevata in precedenza, all’interno di campioni rinofaringei negativi ai patogeni respiratori e provenienti da 3.040 pazienti del Mount Sinai Health System di New York. I pazienti erano stati visitati e sottoposti a indagini mediche in quanto presentavano alcuni sintomi respiratori o patologie simili all’influenza durante le prime dieci settimane del 2020 e, dal lavoro svolto, è emerso che l’Rna del Coronavirus era presente già all’interno di alcuni campioni raccolti il 25 gennaio 2020, con un aumento delle sequenze complete del genoma di SARS-CoV-2 tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, esattamente nel periodo che ha preceduto la prima ondata.Task force Conte 6.2.20: “niente Covid in Ue”/ Dati la smentiscono: link ai verbali
COVID A NEW YORK GIÀ NEL GENNAIO 2020: I RISULTATI DELLO STUDIO MADE IN USA
Stando a quanto si evince dallo studio effettuato dai professori Matthew Hernandez e Ana Gonzalez-Reiche e pubblicato su Nature, sono dunque inequivocabili le prove di infezioni sporadiche di SARS-CoV-2 già un mese prima del primo caso ufficialmente documentato e dall’individuazione di New York come epicentro della pandemia di Covid. In buona sostanza, le infezioni da SARS-CoV-2 erano già presenti a New York almeno 6-8 settimane prima dell’ondata di casi che ha messo sotto pressione il sistema sanitario della Big Apple. Peraltro, spiegano gli studiosi, i risultati di questo lavoro sono in accordo con le precedenti evidenze di infezioni sporadiche di Covid-19 negli Stati Uniti d’America nel gennaio 2020. Infine, sebbene l’indagine abbia esaminato solo i campioni raccolti a partire dal 30 dicembre 2019, l’assenza di positività al virus dai primi di gennaio, insieme alle prove sierologiche, rende improbabile la presenza di Covid nella popolazione della costa orientale degli Stati Uniti prima del 2020.
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