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Cammino dei Cappuccini, Camerino al centro

FIRMATO un protocollo d’intesa tra Unicam, l’ordine dei frati minori ed il Comune. Oggi la presentazione con il Governatore Acquaroli

3 Luglio 2021 – Ore 19:01

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L’intervento del sindaco di Camerino Sborgia
 
di Monia Orazi 
Metti una notte di primavera, nell’aprile 2019, un giovane frate insonne che sente la responsabilità di essere diventato ministro provinciale del suo ordine, quello dei frati Cappuccini che nasce dalle mura del convento di Renacavata di Camerino, ancora oggi custode dell’antica memoria. Nasce da tutto questo il Cammino dei Cappuccini, un itinerario da fare a piedi tra spiritualità e suggestione di borghi antichi, in 17 tappe da Fossombrone ad Ascoli Piceno, che tocca Camerino, San Severino, Cingoli, Fiastra, Sarnano e altri borghi, una passeggiata nella storia del movimento francescano nell’entroterra regionale. Il progetto che sarà pronto a settembre, è stato presentato questa mattina nell’auditorium Benedetto XIII di Camerino, alla presenza del presidente della Regione Francesco Acquaroli, di fra Roberto Genuin ministro generale dell’ordine dei frati minori Cappuccini, fra Sergio Lorenzini ministro provinciale dell’ordine, del rettore Unicam Claudio Pettinari, del sindaco di Camerino Sandro Sborgia. Assente solo per un impegno concomitante a Fabriano l’arcivescovo di Camerino San Severino Marche Francesco Massara. Presenti in sala, all’auditorium Benedetto XIII il cardinale Edoardo Menichelli, i sindaci del territorio, i consiglieri regionali Pasqui e Marinelli, i vertici locali delle forze dell’ordine, gli esponenti della curia di Camerino.
La firma del protocollo di intesa sul Cammino dei Cappuccini
 
E’ stato firmato un protocollo d’intesa tra l’università di Camerino, l’ordine dei frati minori Cappuccini ed il Comune di Camerino. A condurre la presentazione un emozionatissimo rettore Claudio Pettinari: «Per noi é significativo a 493 anni dalla fondazione a Renacavata, avere ancora la comunità dei frati Cappuccini qua da noi, a ricordare qualcosa che ha cambiato la storia non solo della nostra città ma anche del mondo».
Sandro Sborgia si è detto entusiasta di questo progetto: «Provo tanta gioia nel vedere a Camerino questo evento ed i festeggiamenti per il 500 anni della fondazione dell’ordine, che cadrà nel 2028. La città torna al centro dell’attenzione per un evento che ha segnato la storia di questo paese, parte dell’identità italiana quando Manzoni tratteggia la figura di fra Cristoforo, come simbolo di vicinanza agli umili. Un altro significato dei cammini è quello di riscoprire luoghi non solo come attrattività turistica, ma come il ritrovare se stessi». Il ministro generale dell’ordine dei frati Cappuccini Roberto Genuin ha spiegato che oggi i frati cappuccini sono 10.000 in 110 paesi e hanno una grande varietà di compiti: «L’ordine cappuccino, sviluppato in ogni angolo del mondo, ha come caratteristica l’ascolto umile e la vicinanza cordiale con tutti, la capacità di mettersi al servizio delle persone. Questo cammino consente di riappropriarsi della storia e dei tesori che il territorio conserva, permettendo fraternità e condivisione con la proposta di una vita felice, degna, il servire gli altri senza calcolo perché camminando insieme la vita acquisisce un senso compiuto».
Fra Roberto Genuin e Fra Sergio Lorenzini
 
E’ toccato poi all’ideatore fra Sergio Lorenzini spiegare le ragioni che hanno portato alla nascita del progetto: «Questa è una data simbolica, è il compleanno dell’ordine fondato il 3 luglio del 1528 a Renacavata. Per questo abbiamo voluto presentare questo progetto a Camerino. Si tratta di un percorso di 400 km, all’interno della storia del movimento cappuccino che parte da Fossombrone, arriva ad Ascoli Piceno passando per Camerino e San Severino, nato durante una notte insonne dell’aprile 2019. Per l’emozione di essere stato appena eletto ministro provinciale ho dormito poco. Una delle idee notturne è stato il cammino dei Cappuccini e dopo due anni di rapporto intenso, presentiamo questo progetto. Nasce dalla mia passione personale per il camminare, ripercorrendo i luoghi di origine dei frati Cappuccini, che custodiscono segni della memoria di questo ordine che permettono di entrare nella storia». Dalla volontà di convidere le sensazioni avute durante i percorsi a piedi, è nato il progetto, continua fra Sergio Lorenzini: «Camminare è un modo bello di stare con le persone, sano e semplice. Sono stati riportati alla luce tutti i luoghi delle origini dell’ordine, che sono tutti nell’entroterra marchigiano ferito dalle terremoto dove molte persone sono state costrette ad abbandonare i propri paesi, trasferirsi altrove. Noi vogliamo riportare gente, visibilità, opportunità, offrire speranza. Il cammino si snoda anche a Cingoli, San Severino, Camerino, Fiastra, Sarnano, la Madonna dell’Ambro. I Cappuccini amano appunto stare in mezzo alla gente, potranno camminare con i pellegrini».
Il percorso del Cammino dei Cappuccini
 
E’ già pronto il sito camminodeicappuccini.it, la guida sarà pronta il prossimo anno, il poliedrico religioso ha anche scritto un romanzo intitolato “Lo spirito dei Cappuccini” che sarà pubblicato a settembre, l’università di Camerino ha sviluppato un’app dedicata al cammino dei Cappuccini. Al momento il percorso non è fruibile, sono in corso i lavori, manca ancora la segnaletica e si stanno sistemando alcuni alloggi, ma dal prossimo settembre si potrà iniziare a percorrere l’itinerario. L’esperto di cammini del ministero della cultura Paolo Piacentini ha parlato del boom dei cammini, ce ne sono tanti che attraversano le Marche tra cui quello delle Terre mutate, che sta portando nei luoghi del cratere tante persone, ha sottolineato l’importanza della storia francescana delle Marche. Riallacciandosi ad uno studio recente sulle tendenze del turismo che vuole favorito il turismo lento legato ad attività concrete come camminare andare in bici, ha spiegato Piacentini: «Ci sarà un futuro incredibile per i cammini, le Marche non hanno niente da invidiare al paesaggio toscano, umbro. Hanno un paesaggio dolce, puro e forgiato all’agricoltura e possono rappresentare una terra adatta allo sviluppo di questo tipo di turismo, che favorisce microeconomie diffuse nei piccoli borghi, a sua volta ha portato alla nascita di nuove attività come bed breakfast, con ripercussioni positive sulla residenzialità nei territori. I cammini interagiscono con l’innovazione delle attività produttive, pensiamo al lavoro smart working. Il cammino delle Terre mutate ha portato speranza, incontro confronto, c’è bisogno di far crescere queste consapevolezze nelle comunità locali, un nuovo umanesimo di cui abbiamo bisogno».
L’intervento del presidente regionale Francesco Acquaroli
 
Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha tirato le conclusioni: «I cammini portano non solo la riscoperta del territorio, ma hanno una straordinaria valenza spirituale, rappresentano le radici più profonde della comunità marchigiana perché i borghi nascono dalla presenza francescana lasciando un’impronta urbanistica importante. I cammini sono fondamentali, cuore della civiltà, attraversano un territorio poco conosciuto, ne esaltano la bellezza. La Regione dovrà collaborare con queste iniziative, per renderli fruibili. Noi crediamo nella normalità, nella riscoperta di luoghi e paesaggi, enogastronomia artigianato e manifattura, i cammini sono uno degli strumenti più importanti su cui basare la promozione turistica e l’ossatura dell’entroterra, abbiamo per questo presentato una proposta di legge di recupero dei borghi».
 
Sborgia ed Acquaroli

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