«Addio Lega, basta con quelli che… credono di essere degli statisti Abbiamo dimenticato le persone»

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SIMONE MERLINI spiega i motivi delle dimissioni da segretario provinciale e annuncia l’uscita dal partito di Salvini. Ringraziamenti al commissario regionale Marchetti, nel mirino altri vertici: «Costretto troppe volte ad avallare scelte da me non condivise e che hanno portato a diverse sconfitte alle elezioni comunali. L’esigua rappresentanza in Consiglio provinciale è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Sciapichetti (Pd) attacca tutto il fronte del centrodestra: «Nessuno strategia, solo sciacallaggio»

15 Gennaio 2022 – Ore 20:03

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A sinistra Simone Merlini con Sandro Parcaroli nel giorno dell’elezione a presidente della Provincia. Sulla destra il deputato Tullio Patassini, alle loro spalle Laura Sestili e il dirigente Luca Buldorini (foto Falcioni)
di Luca Patrassi
Aveva parlato poche volte nei suoi quasi tre anni da coordinatore provinciale, ma stavolta Simone Merlini si è concesso uno strappo alla regola e ha reso manifesti i motivi delle sue dimissioni anticipate ieri da Cronache Maceratesi: «Non pensavo di suscitare tanto scalpore con questa decisione presa per la classica goccia goccia che ha fatto traboccare il vaso: quando uno lavora sul territorio gradirebbe che girasse tutto perfettamente».
Ed invece è arrivata la goccia, quale? «Le scorse elezioni provinciali: numeri alla mano, ci sono stati dei problemi derivati dal fatto che se in un partito c’è un referente provinciale gli spetta l’onere e l’onore della guida, mentre invece si susseguono personaggi che credono di essere tutti statisti ed accade quello che non deve succedere, questo è successo anche in altre occasioni».
Simone Merlini in un gazebo della Lega. Treiese, era stato nominato segretario provinciale nel 2019
Una sola citazione personale per ringraziare: «Ringrazio il commissario regionale Riccardo Marchetti, che mi ha confermato nell’incarico: di lui posso solo dire che è un politico che si impegna e segue le linee di partito che ora vedo molto confuse e la situazione si riversa sul territori». Nessun ringraziamento invece per i parlamentari maceratesi, compreso il concittadino Tullio Patassini. Che problemi rileva nella conduzione del partito? «Sono entrato in un partito che andava in mezzo alle persone, era presente sulle piazze con i gazebo: oggi certamente ci sono le difficoltà legate al Covid, però mi sembra che questo cambiamento non siamo riusciti a darlo ed essendo il primo partito una riflessione la dovremmo pur fare».
Le provinciali l’ultima goccia, le precedenti quali sono state? «Alle scorse comunali sono passate delle scelte da me non condivise, se uno ha delle responsabilità.. io avevo avvisato di situazioni che avrebbero portato a risultati negativi cui siamo puntualmente andati incontro, non parlo di Macerata città». Quali sono state le reazioni alle sue dimissioni? «Sono stato contento per il fatto che tanti militanti mi hanno salutato con affetto e con stima per l’impegno messo nell’azione politica, alcuni sono rimasti di stucco, ma da tempo manifestavo questo malcontento non avendo la piena possibilità di agire». Parla di militanti, i vertici della Lega? «I rapporti sono pacifici, nulla da recriminare se non quello che ho già detto, avrei voluto una maggiore autonomia anche in vista delle prossime elezioni ed allora mi sono dimesso, viste le tante volte in cui sono stato costretto a registrare dinamiche non condivise, non potevo continuare a rappresentare una provincia senza avere possibilità piena di agire. Se avessi sbagliato, sarei stato il primo a fare un passo di lato» dice ancora Merlini forse riferendosi a chi pensa abbia sbagliato, agli statisti che da tempo perdono le elezioni amministrative senza colpo ferire. Questioni di politica locale o c’entra qualcosa anche la polemica vaccini, green pass, no vax? «Una linea non chiara che si riversa sui territori».
Cosa farà ora? «Momentaneamente guardo dal di fuori, mi dispiace abbandonare la politica, vorrei continuare a farla». Dentro o fuori dalla Lega? «Fuori dalla Lega, se ho un credo lo porto avanti: mi dispiace prendere in giro i militanti, li debbo solo ringraziare per le decine e decine di gazebo fatti in tutta la provincia».
***
Angelo Sciapichetti, da dicembre è il segretario provinciale del Pd
Sul caso Lega è duro, e non poteva evidentemente essere diversamente, l’intervento del nuovo segretario provinciale del Pd Angelo Sciapichetti che parte da Simone Merlini per arrivare a Saltamartini senza tralasciare Marinelli in un tentativo di “filotto”.
«Il segretario provinciale della Lega – scrive Sciapichetti – dopo essere stato sonoramente bocciato dai suoi stessi compagni di partito presenta le dimissioni, qualche giorno fa la lettera firmata da 9 consiglieri comunali della destra civitanovese contro l’assessore regionale Saltamartini, la settimana scorsa, le dichiarazioni del sindaco Ciarapica contro il governo regionale per la riapertura del covid hospital, il sindaco Pezzanesi chiude le scuole nello stesso momento in cui Acquaroli dice di volerle tenere aperte, infine lo scontro sulla gestione della pandemia: Saltamartini dice che il covid hospital va smontato, il presidente della Regione dichiara che sta valutando una sua riapertura. Il dibattito di questi giorni sta facendo venire alla luce un scontro senza precedenti e senza esclusione di colpi tra le varie anime della destra al governo della Regione Marche, a livello provinciale volano addirittura gli stracci. Per questo caro Renzo Marinelli (capogruppo regionale della Lega, ndr) al posto tuo avrei un po’ di pudore e sarei più cauto nel lanciare accuse scomposte e fuori luogo contro il Pd e il centro sinistra. Qualche giorno fa hai avuto il coraggio di accusare noi di sciacallaggio. Caro Renzo, ma ti sei reso conto dove e in compagnia di chi ti trovi? E si, che la Lega di sciacallaggio se ne intende; infatti la tua nuova forza politica (nella quale sei approdato, dopo lungo peregrinare alla vigilia delle elezioni regionali), in occasione del terremoto, ha fatto dello sciacallaggio politico e mediatico l’unica sua forma di attività politica per 4 anni; ha soffiato ogni giorno sul malessere e sulla protesta dei cittadini, solo per fini elettorali. Ti ricordi quando con ruoli diversi insieme condannavamo quel modo barbaro di fare politica?? E Saltamartini ,che oggi dice che “ci vuole comprensione” è lo stesso o un omonimo di quel vice sindaco di Cingoli che pochi giorni dopo l’esplosione della pandemia, (quando nessuno al mondo sapeva come e cosa fare e i vaccini non c’erano) fece una conferenza stampa per dire che la responsabilità dei numerosi morti per il focolaio scoppiato nella casa di riposo del suo comune era dell’Asur (ergo della Regione…) e non esitò un istante a fare un’esposto alla Procura della Repubblica? Non solo, il suo sindaco andò in giro per Cingoli con un megafono e una macchina dei vigili urbani per dire a tutti di stare a casa perché se si fossero ammalati “rischiavano di non essere curati” rischiando nell’emergenza più acuta, di creare un irresponsabile procurato allarme tra i cittadini. Allora ti domando: se è lo stesso, come può essere credibile e come si può difendere un personaggio del genere? Ecco perché chi ,come il Pd, nonostante tutto, nell’emergenza, si è reso disponibile a dare una mano, ricevendo in cambio solo insulti, lezioni dalla Lega e da questa destra che sta scaricando drammaticamente sui cittadini marchigiani la sua più totale incapacità di governo, non ne può prendere. In una fase come questa ci vorrebbe serietà, dignità e pacatezza, ma capisco che questi valori non possono allignare dove cresce e prospera solo il populismo e la demagogia».
 
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