BOOM PRENOTAZIONI IN FRANCIA/ Ma è scontro con sindacati

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Dopo l’annuncio del presidente Emmanuel Macron, che impone l’obbligo vaccinale “soft” in Francia, è cominciato il braccio di ferro con i sindacati. Questi ultimi hanno chiesto, infatti, un rinvio dell’introduzione a settembre anziché al 1° agosto. Il settore culturale (musei, cinema, teatri, età), che invece dovrebbe introdurre l’uso del Green Pass il 21 luglio, chiede un rinvio di cinque settimane. «Abbiamo bisogno di tempo per organizzarci. Non tutti i nostri dipendenti sono vaccinati e non ce la facciamo a vaccinarli per l’inizio di agosto». Il governo però non sembra propenso a raccogliere le loro istanze.Oms “Mix vaccini Covid? Pericoloso, mancano dati”/ “Terza dose? Potrebbe non servire”
C’è poi un’altra questione. Già a corto di personale, i proprietari di bar e ristoranti stanno mettendo in discussione la loro capacità di far rispettare le regole. Servirebbe infatti un dipendente solo per controllare i documenti di ogni cliente. L’Umih (Union des Métiers et des Industries de l’Hôtellerie) provoca: «Allora è anche necessario rendere obbligatorio il Green Pass anche per andare in spiaggia!». (agg. di Silvana Palazzo)Macron: “Pass sanitario per ristoranti, caffè e mezzi pubblici”/ “Covid-19 è tornato”
OBBLIGO VACCINALE “SOFT”: BOOM PRENOTAZIONI IN FRANCIA
L’effetto avuto dall’annuncio di Emmanuel Macron ieri sera è stato fragoroso: con l’obbligo vaccini “soft” impresso dal Governo di Francia ha generato 1,2 milioni di prenotazioni in pochissime ore, facendo riprendere linfa al piano vaccinale francese tra i più lenti d’Europa (per le forti resistenze della popolazione nell’accettare le somministrazioni). Il direttore del portale di prenotazione online Doctolib, Stanislas Niox-Chateau ha annunciato questa mattina: «Abbiamo registrato 20’000 appuntamenti al minuto, un record assoluto, dall’inizio della campagna di vaccinazione», con in particolare il 65% delle prenotazioni effettuate da persone under-35.Sileri “Variante Delta dominante entro 10 giorni”/ “Scuola? Inizialmente ancora Dad”
Per capire perché i giovani abbiano preso sul serio l’invito del Presidente non serve però un particolare genio o un esperto di sociologia: «il pass sanitario (da noi Green Pass Covid, ndr) sarà obbligatorio per entrare nei bar, ristoranti, centri commerciali e su tutti i mezzi pubblici», ha spiegato Macron, definendo poi l’obbligo vaccinale per tutti gli operatori sanitari e per chiunque è a stretto contatto con il pubblico. Non solo, stamane il Ministro della salute Olivier Véran ha aggiunto che «A partire dal 15 settembre, se siete medici o paramedici e non siete vaccinati, non potrete più lavorare e non verrete più pagati».
L’OBBLIGO “SOFT” ARRIVERÀ ANCHE IN ITALIA?
Con la Francia che dà il “passo” ora in molti sostengono che anche Italia, Germania, Spagna e il resto d’Europa potrebbe introdurre la formulazione del Governo francese nelle prossime settimane per far fronte alla variante Delta che incombe sull’Ue. «Ricatto? No, è una misura necessaria per evitare di chiudere il Paese» ha detto ancora Veran a BFM-TV. L’obbligo viene infatti sostanzialmente imposto, seppur con un’alveo di libera scelta che permane: in Francia si potrà non essere vaccinati, ma se si vorrà entrare in qualsiasi luogo pubblico della normale socialità, occorrerà avere o il Green Pass (ciclo vaccinale in corso/completo, tampone negativo, guarigione dal Covid) o un semplice test rapido negativo. Ma in Italia dunque? Gli esperti si dividono, tenuto conto che le autorità del Governo e del Ministero per il momento “prendono” tempo per le modifiche eventuali al Green Pass: «Lo dico da presidente del Consiglio superiore di sanità: va incentivata e fortemente raccomandata la vaccinazione anti-Covid del personale scolastico docente e non. Oggi esiste ancora una disparità fra regioni nelle coperture del personale che va decisamente eliminata. Ci sono alcune regioni che he hanno percentuali di immunizzazione superiori al 90% e altre che superano appena il 60%. Questa eterogeneità va eliminata per rendere omogenea la copertura nel personale scolastico e creare tutte le condizioni per una ripresa con continuità», spiega il coordinatore Cts Franco Locatelli. A favore del “metodo Francia” anche l’infettivologo del San Martino di Genova, Matteo Bassetti: «mentre in Italia qualcuno che sembra vivere sulla luna propone nuove zone gialle o di altri colori più cupi, in Francia scatta l’obbligo vaccinale per i sanitari e da agosto non potrai più andare al ristorante, al bar, sul treno, sul pullman o al cinema e a teatro senza essere vaccinato o avere un tampone negativo. Dal 21 agosto vale per tutti quelli che hanno più di 12 anni. Guardiamo e impariamo. Nel calcio siamo campioni d’Europa e nella gestione della pandemia e del green-pass? Non ci saremmo nemmeno qualificati».

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