Chi dopo Pettinari? Parcaroli ci prova, Ciarapica più concentrato sul mandato bis Gentilucci e Piergentili gli outsider

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IL PRESIDENTE della Provincia il 18 dicembre lascerà, dopo oltre 10 anni. Il sindaco di Macerata è interessato e sta tessendo rapporti con diversi colleghi, il primo cittadino di Civitanova preferirebbe che il candidato venisse da un piccolo centro. La partita potrebbe giocarsi anche a Sarnano e Pieve Torina

2 Novembre 2021 – Ore 20:29

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Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata dal maggio 2011
 
di Luca Patrassi
Il prossimo 18 dicembre rischia di segnare la fine di un’epoca per gli eredi della “balena bianca” di democristiana memoria: dovrebbe uscire di scena, si parla di scena politica, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, ultimo esempio di Udc ancora al vertice di un Ente locale importante nel territorio maceratese. La data per l’elezione del presidente della Provincia e del Consiglio è infatti stata fissata ed ora si attendono “solo” la convocazione dei comizi elettorale (questione di ore) e la presentazione dei candidati alla presidenza e al Consiglio. Non è che ci siano grandi movimenti rispetto a questo appuntamento, i partiti marciano nel più assoluto silenzio, silenzio e non riserbo nel senso che non risulta si siano riuniti con all’ordine del giorno la questione delle elezioni in Provincia. Dunque, salvo cataclismi e nuove pandemie che portino ad ulteriori proroghe dei mandati in corso, Antonio Pettinari uscirà a fine 2021, primi del 2022, dalla Provincia il cui portone ha varcato per la prima volta nel 1985, prima come consigliere, poi come assessore, poi ancora come vicepresidente ed infine dal 2011 come presidente: barra, quella di Pettinari, sempre al centro, a variare sono le rotte una volta lungo i mari del centrodestra, un’altra su quelli del centrosinistra. Bene, c’è attesa per la presentazione dei candidati presidenti.
Il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli
Di sicuro sarà della partita il primo cittadino di Macerata Sandro Parcaroli che in queste ultime settimane sta tessendo una rete di relazioni e di approcci con diversi sindaci ed esponenti politici del territorio provinciale maceratese. Parcaroli, del resto, non ha mai fatto mistero della volontà di volersi candidare per porre con maggiore forza sul tavolo la questione maceratese, vale a dire la necessità di arrivare ad una sinergia di tutti gli attori politici, economici e sociali per intercettare i finanziamenti ed investire in modo proficuo i fondi sul territorio, risorse per dare occasioni di sviluppo e benessere. Reti contro i campanili, operazione che presenta qualche rischio stante che già all’interno dei Comuni si combatte tra un quartiere e l’altro. Sembra meno interessato di prima all’ipotesi presidenza Provincia il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica che si dice sia al lavoro per favorire la candidatura del primo cittadino di un piccolo Comune.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica
Ciarapica in questa fase appare più concentrato sulla sua città, l’azione prevalente è quella legata al bis da primo cittadino e al disegno di creare sì una rete territoriale ma delegando l’operazione ad un altro sindaco. Poche settimane di tempo per definire liste e candidati, visto che appunto le elezioni sono state fissate ed incombe il termine per la presentazione delle candidature. Due i sindaci outsider di cui si parla con insistenza: il primo cittadino di Sarnano, Luca Piergentili, in quota Lega, e il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci che gode del sostegno del governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli e, di conseguenza pur non immediata, di Fratelli d’Italia. Il presidente della Provincia viene eletto dai consiglieri comunali che esprimono un voto più o meno pesante in base al Comune che rappresentano e al numero dei residenti. Evidentemente il sindaco di Macerata gode di un indubbio vantaggio di partenza rispetto a candidati di piccole municipalità, ma appunto la partita della Provincia è appena agli inizi e deve disvelarsi completamente per poter essere leggibile. Si parla anche di una lista unica istituzionale che comprenda candidature dei vari fronti politici, tutti insieme appassionatamente. Potrebbe anche essere un bel segnale se il punto di partenza fosse una condivisione degli obiettivi e non la volontà di evitare di contarsi.
 
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