col trading ho scoperto meglio me stessa

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Anna Resti Bontoi nasce in Romania negli anni 80, studia, lavora e si diploma in informatica all’Università Ovidius di Constanta. Si trasferisce in Italia nel 2003 e si sposa. Scopre il trading e decide di dedicarsi interamente a questa attività da autodidatta. La lettura attenta dei prezzi unita al desiderio di affermarsi la porta a una lettura inedita dei movimenti del mercato: nasce la STRATEGIA EYT che Anna mette subito in pratica. L’approccio si dimostra vincente, nel 2016 Anna diventa la prima donna in Italia ad aver vinto il campionato di trading con denaro reale, ITCUP categoria Forex, raggiungendo una performance netta del +60% nei due mesi di contest. UCRAINA E GUERRA ECONOMICA/ Così le sanzioni Ue aiuteranno Putin e la Cina
Nel 2018 fonda Elevate Your Trading Group, dedicato alla formazione personale in condivisione. Nel 2019 le viene riconosciuto, nella prima edizione del contest televisivo “Ivestv. Le strategie operative dei top traders”, la Miglior performance totale (nei 6 mesi di gara). La sua formazione non si ferma mai, e recentemente ha conseguito le certificazioni delle competenze di Trader Finanziario Professionale e Docente Finanziario presso il CPE Trader, il Collegio Professionale e Periti ed Esperti Trader.LA GUERRA DEL GAS/ Quelle curve “geopolitiche” che vengono da lontano
Anna, prima di tutto grazie per aver accettato di partecipare a questa rubrica, mi fa molto piacere parlare della tua storia e della tua professionalità, perché devo dirti la verità, mi piacerebbe che questo spazio potesse essere occasione soprattutto per le giovani professioniste, quasi uno spazio motivazione, per credere nelle proprie capacità e perseguire i loro sogni professionali. Per questo mi piace intervistare professioniste in questo settore e darne una lettura umana e personale. Raccontare storie e non solo professioni. Quindi, senza troppe anticipazioni, vado dritto alla prima domanda e la lascio volutamente aperta. VERSO IL DEF/ Le mani legate di Draghi e Franco nonostante la crisi ucraina
Da dove è partita Anna Resti Bontoi, quali sono gli obiettivi raggiunti e i sogni futuri? Raccontaci di te.
Immagina di dover fare un lavoro che non ti piace e non ti si addice. L’aspettativa di migliorare la tua vita nasce spontaneamente. Ecco, io sono partita da li. Il primissimo obiettivo che volevo raggiungere era l’indipendenza finanziaria, facendo qualcosa che mi piacesse e che avesse delle prospettive. Questo era il mio primo traguardo. Ovviamente, per poter dire di averlo raggiunto, c’è voluto del tempo perché il trading non offre “un contratto a tempo indeterminato”, è un percorso di continua crescita e miglioramento. I risultati li vedi guardando indietro. Il futuro? Per un trader la parola “futuro” è fondamentale, è parte dell’attività. E siccome sappiamo che “del doman non v’è certezza”, quello che noi possiamo fare è creare degli scenari, delle prospettive da inseguire. Sto ovviamente lavorando a diversi progetti, è normale, ogni punto d’arrivo non è nient’altro che la premessa per poter migliorare qualcosa nella propria vita e nel mondo che ci circonda. Mi piacerebbe scrivere un libro e vorrei contribuire a un progetto sociale.
Leggendo alcune tue interviste, mi sono reso conto che molto spesso metti in relazione il tuo successo, come trader, alla conoscenza progressiva che hai acquisito di te stessa. Perché?
La conoscenza di sé stessi dovrebbero insegnarla a scuola. Il trading mi ha dimostrato che noi non vediamo le cose per come sono, ma per come noi siamo. Il trading mette a nudo tutte le nostre ambizioni, le nostre paure e le nostre credenze. Per guadagnare con il trading servono ovviamente conoscenza e tecnica, ma se non si riescono a individuare gli schemi che ci portiamo dentro, tutto il resto non funzionerà. Per spiegarmi, porto spesso l’esempio di un mio allievo, pilota di aereo. Da un professionista come lui ci si aspetta che possa guadagnare tranquillamente con il trading. E invece no! Perché la sua forma mentis è settata su dei meccanismi automatici e sull’evitare l’errore. Il trading invece è tutto basato su “più e meno che fanno più”. Nel trading non dobbiamo mai avere paura di sbagliare. Siamo molto soddisfatti se si materializzano uno su due degli scenari che costruiamo. Ecco, per il pilota è difficile accettare questa condizione e di conseguenza superarla. Ho scoperto su me stessa cose che non sapevo. E continuo a scoprirle. Da questo punto di vista il trading mi ha aperto un mondo e, se mi è permesso dirlo, credo mi abbia migliorata come persona.
Sappiamo che il lavoro del trader è un lavoro di solitudine in una certa misura, come gestisci questo aspetto?
La solitudine è un problema interiore a mio parere. Puoi essere in mezzo a una folla e tuttavia sentirti solo. Il trading è molto dinamico e quando si fa trading la mente è molto impegnata. Io amo i miei momenti di “solitudine” nel trading, sto bene quando non c’è nessuno intorno. A dirti il vero, qualche volta mi ci rifugio proprio con la scusa che devo essere concentrata, ma in realtà amo moltissimo stare nel mio mondo. La cosiddetta “solitudine” del trading di cui tutti parlano crea problemi di altra natura e cioè difficoltà di riuscita. Da soli si fa fatica ad approcciare la giusta operatività. Questo perché un trader solitario non ha nessuno con cui confrontarsi, il che, ovviamente, non è un bene. Un trader solitario non si comporterà “come se lo guardasse qualcuno” o come se dovesse rendere conto: nasconderà i propri errori anziché cercare di risolverli. Quando tradiamo, noi siamo la persona alla quale diamo i nostri soldi in gestione. Se qualcuno nasconde i propri errori nell’ombra della solitudine, dimentica i propri interessi. Questo l’avevo capito fin dall’inizio ed è per questo che non sono mai rimasta in solitudine, anzi, fin dal primo giorno ho partecipato attivamente a gruppi di trading.
Qual è la tua giornata tipo e come armonizzi i tempi dei mercati con il tuo ruolo familiare.
Ti dirò qual è l’assurdità nel mondo del trading: moltissime persone iniziano perché vogliono avere più tempo e finiscono per passare tutta la giornata davanti ai monitor! È quello che succedeva anche a me. Motivo per cui, ho capito che dovevo adattare il trading alla mia vita e non viceversa. Ed è stato illuminante e facile: ho spostato tutta la mia attenzione sul trading Multiday, detto anche Swing Trading. I trades che faccio sono idee di medio e lungo termine che non richiedono la mia presenza. Motivo per cui, se sono al computer è più probabile che stia facendo altro: studio, approfondisco, aggiorno files di alcuni dati che mi servono per il trading. Il compra-vendi è l’attività che mi richiede meno tempo tra tutte le cose che faccio. Di conseguenza sono libera e mi organizzo benissimo. Per me la famiglia è tutto, e viene prima del resto. E fortunatamente, con il trading, riesco a essere sempre presente. Il metodo di trading che ho perfezionato e che applico, una volta imparate le dinamiche e la strategia, richiede davvero poco tempo perché una volta messi gli ordini lasciamo fare al mercato il suo corso.
Hai partecipato nel 2016 all’ITCUP, vincendo la categoria Forex e nel 2019 hai conquistato il titolo di miglior performance di Top Traders Investv nel 2019. Quali sono le caratteristiche di un buon trader anche caratteriali, secondo te?
La perseveranza penso sia la chiave che apre le porte. Lo studio, l’applicazione, il perfezionamento delle tecniche richiedono costanza e continuità, non solo nel trading. Caratterialmente? L’hai detto tu nella domanda: “un buon trader” deve essere buono. Perché quello che dai è quello che ricevi. E un buon trader non ha paura di fallire, non ci pensa minimamente. Pensa a come massimizzare i profitti, minimizzando i rischi. 
Definisci il trading come un’arte, lo trovo molto interessante, spiegaci perché.
Perché nel trading ci sono poche cose oggettive. E quelle le può imparare chiunque, non è difficile. Il problema di molti è quello di credere che imparare regoline di immaginarie figure grafiche regalerà loro denaro. Dovresti osservare un grafico per un po’ di tempo e scoprire che è vita! In ogni momento compratori e venditori di qualsiasi parte del mondo e di qualsiasi appartenenza si incontrano e questo fa spostare il prezzo di un’attività negoziabile. Io non saprò mai se dall’altra parte c’è una banca centrale, un fondo pensione o un trader retail. Di conseguenza non saprò mai qual è il suo interesse nel comprare o vendere, che liquidità riverserà sul mercato e che aspettative ha. Non posso assolutamente immaginare che basti saper cliccare il tasto buy o sell per guadagnare. Le varie strategie possono smettere di funzionare nel tempo a causa del cambiamento delle dinamiche di fondo e a causa del cambiamento della volatilità. Motivo per cui, se non è matematico che nel tempo le cose si ripetano, rispettando gli stessi parametri, allora è un’arte o una scienza. Per esempio, nella scienza l’errore aiuta a migliorare. Ma l’imprevisto è sempre dietro all’angolo, ne abbiamo avuto esempio con il Covid. Io ho sviluppato la mia strategia basandomi su questi presupposti. Ho scartato tutta la parte che mi fa sentire come se fossi sulle sabbie mobili, ho aggiunto semplicità e oggettività, ho contornato con livelli tecnici derivati da anni di osservazione grafica e l’ho trasformata in un metodo replicabile facilmente.
Mi piacerebbe che tu ci parlassi della tua iniziativa Elevate Your Trading. Da trader professionista a coach. Anche se a questo punto della tua intervista, considerata la tua grinta, credo di poterlo intuire, ti farò ugualmente la domanda per chi ci legge: Perché hai deciso di trasferite il tuo know how?
Elevate Your Trading è nato semplicemente dalla trasposizione di quello che facevo già. Dal momento in cui, come detto prima, per migliorarmi, ho sentito l’esigenza di non rimanere sola, mi sono ritrovata coinvolta nell’ambiente della formazione nel trading. Moltissime persone mi chiedevano di aiutarle e io lo facevo. Soltanto che farlo in modo disorganizzato richiedeva uno sforzo enorme e controproducente per me e per chi seguivo. Soprattutto ho riscontrato che le persone avevano le stesse difficoltà mie da allieva e che la strada più veloce per fare il salto di qualità era quella di rimanere in stretto collegamento con me per dare un seguito e mettere in pratica day by day tutto quello che spiegavo in privato. È nato così EYT. L’ho immaginato come una casa per chi vuole fare trading, una realtà che aiuta le persone dal momento in cui si incamminano in questo percorso fino al raggiungimento dei propri obiettivi e oltre. L’obiettivo è semplice: l’utilità. EYT è uno spazio riservato alle persone che seguo per aiutarle a mettere in pratica ciò che hanno imparato nei percorsi individuali. Si tratta quindi di velocizzare, senza rimanere mai soli, il proprio percorso attraverso un confronto attivo. EYT si adatta bene a chi come me fa tante altre cose nella vita e vuole tuttavia fare trading per guadagnare denaro senza dover stare incollati ai monitor.
Quali sono stati i tuoi migliori trade, se si può così dire?
Il migliore trade lo farò oggi, oppure domani o nel futuro. Non esiste il migliore trade, è un concetto sbagliato. Se si cerca il trade della vita, si rischia di attraversare lunghi periodi di errori. Perché il trading ha ovviamente dei lati matematici. Io rischio del denaro per ogni singola idea che metto a mercato. Alcune sono sbagliate e ovviamente devo tagliarle subito. Le idee che invece prendono forma le devo “curare” per massimizzare i profitti. È proprio questa la chiave e la potenza del trading discrezionale: aumentare l’esposizione sulle idee buone e tagliare corto quelle sulle quali il mercato dissente. È il segreto del mio approccio: c’è un limite chiaro al rischio per singolo trade e per l’intero capitale ma nessun limite sul guadagno, i target sono dinamici e tendenzialmente aumento l’esposizione sui trades che si muovono a mio favore.
Qualcuno parla di profumo di mercato, qualcun altro di saper ascoltare il rumore del mercato e saperne distinguere il rumore di fondo. Cosa ne pensi e cosa aggiungeresti?
Tutte queste sensazioni si possono riassumere in un solo concetto: il sentiment del mercato! Il sentiment comanda tutto e ovviamente gli altri concetti sono parte integrante. Per capirsi, in questo momento il sentiment del mercato è ovviamente collegato al risk-off a causa degli importanti eventi geopolitici Russia-Ucraina. Questi eventi creano un sentiment generalizzato nel quale le varie asset classes si muovono rispettando le correlazioni dirette o inverse che conosciamo. Tuttavia, il rumore di fondo può essere non allineato. Per esempio: sappiamo che il Natural Gas in questo momento è in evidente tendenza rialzista, tuttavia il rumor di negoziati potrebbe spostare il prezzo a ribasso per un periodo di tempo. Nel trading Multiday eliminiamo il più possibile questo aspetto perché ci concentriamo su movimenti più ampi che non richiedono costante presenza. L’espressione “profumo di mercato” l’associo alla sintonia che il trader deve avere con il mercato. E la sintonia non si può insegnare, si acquisisce strada facendo.
Mercati e tecnologia. Prima di lasciarci una previsione sul prossimo futuro.
Indubbiamente, negli ultimi anni, abbiamo visto come molti settori cardine abbiano subito dei cambiamenti per effetto dell’espansione tecnologica. Pensiamo soltanto a come si sono modificati: la gestione dei servizi al pubblico e i processi aziendali. La recente pandemia ha poi ulteriormente accelerato questo processo. Chiaramente le innovazioni tecnologiche portano e porteranno nuove occasioni di business e, di conseguenza, un impatto diretto nei mercati dei servizi finanziari. Vedremo nuovi prodotti e nuovi modelli di business. Il cambiamento a cui assistiamo, in realtà, è un adattamento dei modelli tradizionali al comportamento dei consumatori. L’attuale instabilità del quadro geopolitico, però, ci obbliga a domandarci se gli equilibri o le prospettive che avevamo creato, cambieranno.
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