Dall’uovo dell’uccello-elefante, a giganteschi scorpioni e mini dinosauro: tesori in mostra a Serrapetrona

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PALEONTOLOGIA – I reperti si potranno ammirare dal 6 novembre e per tutto il 2022 a palazzo Claudi. Il sindaco Silvia Pinzi: «Stiamo lavorando per creare un polo museale permanente». La collezione venne rinvenuta nel 2006 a casa di un privato che deteneva i resti fossili illegalmente

30 Ottobre 2021 – Ore 17:49

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Uno dei reperti in esposizione
 
Tra i fossili più sorprendenti c’è l’enorme uovo dell’“uccello-elefante”, sono le uova più grandi del mondo (pari a circa 150 di quelle di gallina), appartengono a volatili simili agli struzzi che popolavano la terra fino a poche centinaia di anni fa. E’ questo uno dei reperti che saranno in mostra dal 6 novembre a Serrapetrona. Una gemma (al mondo ci sono meno di 30 uova di questo tipo, conservate intere) tra i tesori dell’esposizione “Fossili, il passato ritrovato”, un patrimonio di reperti rinvenuti nella cittadina marchigiana nel 2006. La mostra, voluta dal comune di Serrapetrona, è stata sostenuta dalla Regione e realizzata con il fondamentale apporto scientifico dell’università La Sapienza di Roma. Sarà possibile ammirare i reperti a palazzo Claudi, dal 6 novembre e per tutto il 2022.
Il tesoro di Serrapetrona è composto da reperti archeologici e paleontologici provenienti dal sequestro di una collezione privata detenuta illegalmente e rinvenuta a Serrapetrona nel dicembre 2006. Da allora è stata avviata l’attività di studio e valorizzazione a cura della Soprintendenza delle Marche e della Sapienza di Roma. Per rendere fruibile al grande pubblico questo ampio patrimonio è stato avviato un percorso di musealizzazione che ha già preso forma in tre esposizioni tenute nel 2010, 2012 e 2017. La nuova mostra segna una nuova importante tappa di questo percorso.
«La Regione ha sostenuto questa iniziativa con risorse destinate ad eventi di rilievo regionale – dice Giorgia Latini, assessore alla Cultura della Regione -. Questa mostra ha carattere scientifico e culturale e, coinvolgendo le scuole, si arricchisce di un contenuto educativo. In riferimento all’intera collezione, va ricordato che il piano triennale della cultura ha dedicato attenzione al patrimonio archeologico, evidenziando l’opportunità di creare una rete che contribuisca a valorizzarlo e a farlo conoscere ai più, non soltanto agli addetti ai lavori, anche grazie all’utilizzo di fondi comunitari. Tesori come quello di Serrapetrona meritano la massima attenzione anche per le ricadute che possono avere sul turismo». «Ancora una volta la cultura è segno di rinascita – sottolinea il sindaco Silvia Pinzi –. Dopo il terremoto del 2016 e una pandemia ancora non sconfitta, rilanciamo con forza questo progetto che oltre ad avere un alto valore scientifico punta a valorizzare il territorio e le sue tante risorse. Il tesoro di Serrapetrona è molto più ampio rispetto a quanto mostrato nelle esposizioni e l’obiettivo, a cui l’amministrazione sta già lavorando, è creare un Polo museale permanente».
Sono in mostra circa 50 esemplari provenienti da tutto il mondo, appartenenti ad ere lontanissime (fino a 500 milioni di anni fa) sino ad epoche più recenti. La parte paleontologica della collezione di Serrapetrona, fin dal suo ritrovamento, è oggetto di studio da parte di un team di ricerca della Sapienza guidato da Umberto Nicosia.
Palazzo Claudi
L’esposizione accompagna il visitatore alla scoperta dei fossili, raccontando come si formano, illustrando la loro capacità di spiegare l’evoluzione, di testimoniare la biodiversità e di mostrarci animali estinti, come i gigantostraci, predatori marini vissuti 400 milioni di anni fa, simili a giganteschi scorpioni (in mostra il fossile di un esemplare rinvenuto negli Stati Uniti). C’è poi l’uovo dell’“uccello-elefante” (rivenuto in Madagascar), lo scheletro di un dinosauro “ornitischio” proveniente dalla Mongolia e risalente al Cretaceo inferiore (tra i 145 e i 99 milioni di anni fa), le ammoniti (molluschi estinti dalla caratteristica conchiglia a spirale) che colpiscono per l’armonia delle forme, o gli insetti perfettamente conservati nell’ambra.
L’evento ha ricevuto inoltre il sostegno di: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Unione Montana dei Monti Azzurri, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Fondazione Claudi e Fìdoka.
Orario di visita: il sabato dalle 15,30 alle 18,30; domenica e festivi dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30; gli altri giorni su prenotazione. L’ingresso è gratuito. Info: 0733 908321. Facebook: Fossili, il passato ritrovato.

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